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lunedì 15 febbraio 2010

Assemblea BICINCITTA' sul trasporto pubblico


ASSEMBLEA PUBBLICA SU LIBEROBUS

L’Amministrazione Comunale di Verbania tenta di abbozzare una “strategia di chiusura” dell’esperienza di LIBEROBUS ma senza fare una scelta definitiva e soprattutto senza una strategia precisa in materia di MOBILITA' SOSTENIBILE. Per ora dichiara solo che il trasporto pubblico sarà potenziato e annuncia, attenzione... annuncia, la nascita di "+bus".
Intanto il popolo della rete si mobilita e 2200 persone DIFENDONO l’esperienza su FACEBOOK annunciando nuove iniziative.
L’Associazione BICINCITTA’ VCO organizza il 18 Febbraio 2009 dalle ore 20:30 all'Auditorium S. ANNA un incontro pubblico sul tema.

INCONTRI ECO...LOGICI


INCONTRI ECO...LOGICI

"Parliamone insieme..."

Prossimi incontri:

Lun. 15-2 ore 21
Uso ed abuso dei Farmaci

Merc. 24-2 ore 21
Allattamento al seno: fortuna o cultura?

Alimentazione e salute: sai cosa mangi?

Merc. 14-4 ore 21
Consapevolezza e coscienza critica: come difenderci attivamente dai condizionamenti dei mezzi di comunicazione e dalla disinformazione.


Gli incontri si terranno presso l'Hotel "Il Chiostro" - via F.lli Cervi - Verbania Intra

sabato 13 febbraio 2010

"IL FUTURO DELLE NOSTRE CITTA' E' NELL'INTEGRAZIONE CON L'AMBIENTE"


Intervista
A colloquio con Daniel Lerch, autore del saggio Post Carbon Cities. Per capire come costruire centri urbani resistenti alle mutazioni del clima e in grado di provvedere ai propri bisogni energetici senza dipendere dal petrolio


Città, picco della produzione petrolifera e cambiamento climatico sono intimamente correlati. Le città, dove oggi vive più della metà della popolazione sono responsabili del 40 delle emissioni di gas serra.
Secondo climatologi, economisti e geografi urbani sono anche i luoghi dove cambiamento climatico e crisi energetiche legate ai picchi di produzione dei combustibili fossili produrranno effetti devastanti. Crisi idriche, salinizzazione del suolo, cambiamenti negli ecosistemi e nella produzione alimentare, inondazioni, aridità derivanti dai cambiamenti climatici altereranno inevitabilmente le strutture urbane.
Terra ha incontrato Daniel Lerch, autore del saggio Post Carbon Cities. Pianificare nell'incertezza climatica ed energetica per fare il punto su come amministratori devono agire per affrontare le sfide del futuro per costruire città resistenti alle mutazioni del clima.

Nel suo libro lei richiama l'urgenza di ripensare le città in maniera indipendente dai combustibili fossili e con una sempre maggiore attenzione alle minacce che possono derivare delle mutazioni del clima. Perché?
La priorità oggi è creare "Post carbon communities", comunità (intese come abitanti di una città, ndr) il cui obbiettivo è divenire resistenti a un mondo di incertezza legata al clima e alle risorse energetiche.
Comunità che devono fare molto di più che ridurre semplicemente le emissioni di gas serra e pianificare in maniera sostenibile.
È giunto il tempo di costruire città pronte ad affrontare ogni aspetto economico, sociale ed ambientale della crisi derivante dal picco della produzione di petrolio e dal peggioramento del riscaldamento globale.

Come si può intervenire dunque?
Non esiste una soluzione univoca, ogni città ha un contesto specifico e non esistono ricette uniche. Molti municipi oggi hanno tagliato l'uso di combustibili e hanno rivoluzionato il modo di fare progettazione. È importante soprattutto osservare le buone pratiche, gli esempi e le tecnologie virtuose e soprattutto comprendere quali possono funzionare e quali no.
Io raccomando sempre che le città non abbiano come primo obbiettivo la mera riduzione delle emissioni. Ridurre le emissioni è fondamentale, ma bisogna anche mantenere il fabbisogno energetico dei centri urbani.
La prima cosa che le città devono fare è svolgere un'analisi attenta delle debolezze e delle opportunità in uno scenario ipotetico dove il petrolio superi i 200 dollari a barile e dove il cambiamento climatico produca effetti visibili sull'economia e sulla giustizia sociale. Comprendendo quali sono le aree più deboli si può agire in maniera più sensata.
Meglio spendere due anni e costruire un piano solido per un intervento ventennale, che fare "cosucce" per ridurre le emissioni qua e là e poi scoprire che pianificare il cambiamento delle città è diventato ancora più dispendioso e difficile.

Oggi si parla di pianificazione urbanistica legata alla mitigazione, ovvero per contenere le emissioni e di pianificazione orientata all'adattamento, cioè a progetti per adattare le città a fenomeni come scarsità idrica, innalzamento delle acque, crisi energetiche. Lei cosa ne pensa?
In generale io credo che le comunità devono concentrarsi sull'adattamento, ovvero su come il territorio muterà e quali rischi ci si troverà ad affrontare.
A livello globale è importante le mitigazione delle emissioni. Ma a livello locale l'impatto delle emissioni è indiretto, quindi ha un peso minore sull'economia locale e sulla struttura sociale che problemi derivati da clima e scarsità energetica che avrebbero invece effetti immediati, diretti e catastrofici.
Mettiamo che una città riduca del 10 per cento le emissioni tra 2010 e il 2015. E poi si trovi improvvisamente nel mezzo di una crisi globale energetica, completamente impreparata. Ci sarebbero conseguenze sociali ed economiche drammatiche, specie se in concomitanza con disastri causati dal cambiamento climatico.
Avendo pensato solo a tagliare emissioni ha creato seri problemi ai suoi cittadini e fatto poco per risolvere il global warming. È importante invece che si arrivi ad un accordo sulle emissioni a livello nazionale ed internazionale. Governi e mercato globale sono contesti più efficienti per fermare l'effetto serra che milioni di regolamenti locali.
I trasporti sono la chiave per adattare le città ad un futuro condizionato da scarsità energetica e cambiamenti climatici. La regola d'oro è ottimizzare le risorse. Le auto usano una quantità assurda per muovere cose e persone. Per muovere una persona spostiamo anche un oggetto di varie tonnellate, per di più usando energia non rinnovabile.
Usare tutta quell'energia per andare al lavoro o fare la spesa è semplicemente da stupidi.


Emanuele Bompan da Terra

Incontri ECO...LOGICI "USO ed ABUSO dei FARMACI"

Incontri ECO...LOGICI
"USO ed ABUSO dei FARMACI"

Parliamone insieme... con Pier Francesco Orlando

lunedì 15 febbraio 2010
ore 21
Hotel "Il Chiostro"
Via F.lli Cervi
VERBANIA Intra

Pier Francesco Orlando è stato per anni Informatore Farmaceutico, racconta la sua esperienza.

Le Proposte dei VERDI verso la costituente degli ecologisti per una Mobilità Sostenibile.


Le Proposte dei VERDI verso la costituente degli ecologisti per una Mobilità Sostenibile.

Verdi verso la costituente degli ecologisti

PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE
PER UNA CITTA' PIU' VIVIBILE
Il traffico stradale costituisce il principale fattore di pressione sull’ambiente atmosferico nelle nostre aree urbane: oltre il 90% del monossido di carbonio e oltre il 60% delle emissioni di ossidi di azoto e di composti organici volatili sono dovute, ai trasporti su strada; il traffico nelle città è anche la principale fonte di pressione per quanto concerne le emissioni di particolato, in particolare quello di dimensioni inferiori a 10 micrometri (PM10).
L’introduzione dei convertitori catalitici ed il costante miglioramento dei materiali e delle tecnologie costruttive dei sistemi catalitici hanno consentito una notevole riduzione degli inquinanti (CO, HC e NOx) emessi dalle autovetture. Tuttavia occorre sottolineare le criticità connesse con l’impiego di tali dispositivi in ambito urbano: le brevi percorrenze e le partenzea freddo tipiche del ciclo urbano fanno sì che il dispositivo non funzioni nelle condizioni ottimali, causando un aumento delle emissioni rispetto alle condizioni per le quali è stato progettato. Il catalizzatore può inoltre favorire, tramite reazioni indesiderate,la formazione di sostanze dannose per l’ambiente e per l’uomo, quali acido solfidrico, ammoniaca e protossido di azoto (N2O); esiste anche la possibilità di rilascio nell’ambiente dei metalli nobili, che costituiscono l’anima del catalizzatore stesso. Un altro aspetto di fondamentale importanza è l’invecchiamento e la durata dei sistemi catalitici: eventi traumatici o l’usura del dispositivo possono provocarne una considerevole perdita di efficienza, con un conseguente aumento degli inquinanti immessi in ambiente.
Per questi motivi è importante al fine di tutelare la salute dei cittadini attuare politiche del traffico che puntino a ridurre drasticamente la mobilità veicolare privata puntando
sulla mobilità pubblica, ciclabile e pedonale.
I VERDI verso la Costituente Ecologista sono convinti che occorra sostenere e potenziare progetti strategici miranti alla riduzione del traffico veicolare responsabile della produzione di gas inquinanti gravemente dannosi per la salute.
Essi devono riguardare:
Una forte e straordinaria iniziativa di sensibilizzazione per invogliare tutte le persone presenti nel territorio cittadino all'uso del mezzo pubblico.
Il sostegno a progetti di car pooling ovvero di trasporto privato collettivo.
La promozione della mobilità ciclabile con la creazione di una rete organica di piste ciclabili urbane.
Il coordinamento dei percorsi e del numero delle corse con i Comuni limitrofi soprattutto con quelli collinari
L'estensione delle aree pedonali chiuse al traffico e la messa in sicurezza dei percorsi pedonali.
Nel contempo va diffusa la cultura della vivibilità della città, dello star bene, della prevenzione.
Devono essere compiute scelte urbanistiche coerenti con questo obiettivo, che privilegino la mobilità sostenibile ciclo pedonale e con mezzo pubblico.
In questo quadro a sostegno di quanto detto
I VERDI VERSO LA COSTITUENTE ECOLOGISTA chiedono che:
* il progetto Liberobus venga mantenuto e potenziato nelle corse e nelle aree interessate, che sia aperto a tutti i cittadini di ogni età , ai turisti e comunque a chiunque si trovi nel territorio della città. Poter usufruire del trasporto pubblico senza formalismi burocratici sicuramente avvicina i cittadini ad una mobilità sostenibile che fa bene alla salute ed alla qualità della vita.

* La circolazione dei mezzi pubblici deve essere favorita creando ove possibile percorsi prioritari per i bus, sensi unici per i mezzi privati e corsie preferenziali per quelli pubblici. Per la mobilità nei centri urbani si propone di rimettere in servizio i bus elettrici.
* E’ quanto mai urgente pensare ad un progetto specifico per sviluppare l'uso della biclicletta con azioni concrete e il coinvolgimento delle associazioni interessate alla cultura della mobilità urbana ciclabile. Il Progetto CO2ZERO proposto dall'associazione BICINCITTA' con il contributo della Fondazione Cariplo del 60% rappresenta una grande opportunità da sperimetare sul territorio, una proposta culturale per sensibilizzare i cittadini all'uso urbano della bicicletta.
* la Provincia affronti la questione del coordinamento tra i Comuni per la manutenzione delle piste ciclabili ( manutenzione ordinaria, banchine di sosta attrezzate, segnalazioni corrette e visibili , campagna d’ informazione).
Una particolare attenzione merita la situazione del trasporto ferroviario che versa in una situazione di crescente degrado:
-
- I treni regionali, utilizzati da centinaia di pendolari, versano in una situazione di fatiscenza, di mancanza di manutenzione e pulizia che certamente non invogliano gli utenti all’uso del mezzo pubblico.
- Al mattino quasi tutti i treni si fermano a Milano P. Garibaldi e non arrivano alla stazione Centrale.
E’ necessario pertanto un impegno determinato delle autorità locali per affrontare in modo risolutivo le gravi carenze e le disfunzioni del trasporto pubblico ferroviario nella nostra città.