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mercoledì 3 marzo 2010

ANGELO Bonelli INTERROMPE IL DIGIUNO



ANGELO Bonelli INTERROMPE IL DIGIUNO

Il presidente dei Verdi era stato ricoverato dopo 33 giorni di sciopero della fame
Ieri l'intervento del presidente della Repubblica con l'appello al pluralismo nell'informazione

Bonelli interrompe il digiuno
"Grazie alla sensibilità di Napolitano"


ROMA - "Di fronte all'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo uno sciopero della fame durato 34 giorni ho deciso di sospendere la mia protesta. Lo faccio per la sensibilità dimostrata dal presidente della Repubblica e per l'affetto dimostratomi da tanti cittadini". Così il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli ha annunciato la fine dello sciopero della fame, che lo aveva portato al ricovero d'urgenza per complicazioni renali e aveva sollecitato le dichiarazioni del capo dello Stato, che aveva solidarizzato con le ragioni della protesta. Il presidente dei Verdi voleva sensibilizzare l'opinione pubblica e gli organi competenti circa la scarsezza di informazione in materia ambientale e le lacune del pluralismo nel sistema informativo.

martedì 2 marzo 2010

Candidati del V.C.O. della lista dei Verdi



Candidati del V.C.O. della lista dei Verdi che appoggia Mercedes Bresso alle regionali:

VERDI: Paolo Caruso - Marica Spezia

CASO LAMBRO, IL FLOP DEL SISTEMA DI EMERGENZA


Sono 3.600 le tonnellate di idrocarburi sversate nel Lambro e quindi nel Po nell'incidente della scorsa settimana.
Una buona parte dell'inquinamento è stata assorbita dal fiume e fermata dalle dighe, in modo particolare da quella della centrale Enel di Isola Serafini. Ma un ammontare ancora non quantificato è sicuramente stato depositato sulle rive e i fondali del Po: la metà degli inquinanti è formata da olii combustibili, che contengono idrocarburi policiclici aromatici, sostanze dichiaratamente cancerogene. E a preoccupare è la mancanza di una regia comune nella gestione di questa emergenza ambientale: nel grande calderone delle competenze sul più grande fiume italiano, la Protezione civile ha avuto, di nuovo, la gestione totale della situazione. Risultato: l'ambiente, inteso come tema e anche come ministero, non esiste se non di risulta.
È solo dopo sette giorni dall'incidente alla Lombarda petroli che sono diventate chiare quantità e composizione della marea nera uscita dai serbatoi. «Circa 3.600 tonnellate di idrocarburi, metà gasolio e metà olio combustibile: un carico inquinante pesante per un fiume», spiega Attilio Rinaldi, l'oceanografo che per la Regione Emilia sta monitorando l'arrivo in mare degli inquinanti. «Per ora non ci sono segnali che la marea nera stia arrivando all'Adriatico. In buona parte è stata assorbita dal sistema fluviale e raccolta dagli sbarramenti artificiali. Ma a risentirne è sicuramente il fiume: vedremo gli effetti nel tempo».
A preoccupare è soprattutto la composizione dell'inquinamento. Ezio Amato, coordinatore del Servizio emergenze ambientali in mare dell'Ispra, non ha ancora notizie ufficiali sulla consistenza del più grave incidente ambientale del Po. «Il sistema della difesa ambientale non ha avuto una parte centrale nella gestione dell'emergenza, e anche oggi le informazioni arrivano con il contagocce. Quello che sappiamo per sicuro è che c'è almeno per metà olio combustibile e che occorrerà fare una bonifica delle rive e dei canneti, per salvaguardare gli ecosistemi e la salute ambientale: dovrebbero essere questi i nostri obiettivi». Di certo, il coordinamento dell'emergenza non ha funzionato al meglio.
A essere state utilizzate in primo luogo per circoscrivere l'inquinamento sono state le stesse panne che si utilizzano in mare. Un errore, secondo i tecnici che sottolineano come sia la corrente del fiume che la composizione stessa degli inquinanti rendano inutile il ricorso a tecniche che si utilizzano nei porti per arrestare le chiazze oleose superficiali. Così, appare almeno incongrua la presenza alla foce di due navi da guerra della Marina militare, segnalata da gruppi ambientalisti locali: si tratterebbe dei due pattugliatori costruiti con i soldi del ministero dell'Ambiente e attrezzati per spruzzare disperdenti degli idrocarburi.
Una attività inutile, a tanta distanza dalla sorgente dell'inquinamento e dopo tanti giorni. Il punto sostanziale allora è: chi e come gestisce la salute ambientale e umana del più grande fiume italiano?

Simonetta Lombardo da Terra

lunedì 1 marzo 2010

Terremoto in Cile - Vedi aggiornamenti e COME CONTRIBUIRE


Terremoto in Cile - Vedi aggiornamenti e COME CONTRIBUIRE

Terremoto in Cile



Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite
C/C POSTALE N. 347.013
specificando nella causale: "Emergenza terremoto Cile".

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

o Banca Popolare Etica - Roma
Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

o CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
tel. 06 66.177.001 (orario d’ufficio)

VERDI: BONELLI RICOVERATO D'URGENZA IN OSPEDALE LITORALE ROMANO


VERDI: BONELLI RICOVERATO D'URGENZA IN OSPEDALE LITORALE ROMANO

Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni è in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico è stato ricoverato d'urgenza in un ospedale del litorale romano.
Le condizioni fisiche del leader dei Verdi che da oltre un mese non si nutre e che ha perso oltre 15 chili, dall'inizio della protesta, sono fortemente peggiorate a causa di problemi renali. Proprio i problemi renali e la presenza di sangue nelle urine hanno spinto i sanitari che seguono Bonelli a disporre un ricovero immediato.


Lo rende noto un comunicato dell'Ufficio stampa della Federazione dei Verdi.


Roma, 1 marzo 2010


Firma l'appello di solidarietà con Angelo Bonelli e i Verdi